Ieri sera su La7 ha debuttato la seconda stagione di Piazzapulita. La trasmissione di Corrado Formigli era l’unico approfondimento informativo di prima serata in una giornata in cui la tensione politica è stata altissima sulle questioni relative alla trattativa stato-mafia con le polemiche (che hanno investito il Quirinale) scaturite dall’ultimo numero di Panorama.
Formigli ha potuto contare sulla presenza di Giorgio Mulé, direttore del settimanale Mondadori, e di Antonino Ingroia il procuratore aggiunto di Palermo, vero e proprio “motore” delle indagini sulle trattative stato-mafia. Eppure Formigli non ha “sfondato”. Né dal punto di vista degli ascolti né come linea di conduzione giornalistica.
Partiamo dai dati. La prima puntata di Piazzapulita è stata seguita da soli 781.000 spettatori, pari ad uno share del 4.67%. Risultato misero se consideriamo che era l’unico talk show di prima serata (lo scorso anno poteva contare su risultati uguali o migliori anche in concorrenza con Santoro). Il dato rischia di diventare tragico se confrontato con quanto successo martedì sera: Quinta Colonna era stata seguita da 1.454.000 spettatori con uno share del 7.31% e Bersaglio Mobile era stato visto da 1.073.000 spettatori pari ad uno share del 5.97%. I talk show di martedì sera sono riusciti a far appassionare, in totale, oltre 2 milioni e mezzo di spettatori (oltre il 13% di share) a temi come la crisi economica e la trattativa stato-mafia. Ieri sera Formigli, su tematiche simili, è riuscito ad intercettare poco più di un terzo di quel pubblico.
Quindi Piazzapulita esce sconfitta dalla sfida a distanza con Quinta Colonna e da quella interna con Mentana. Se il buongiorno si vede dal mattino…
Lo abbiamo detto più volte anche durante la scorsa stagione: televisivamente parlando, quella di Formigli è una buona trasmissione. Buono lo studio, buona la regia, buona la fotografia.
Quello che manca è forse un’identità specifica e riconoscibile nella conduzione. Formigli è poco “presente” nel dibattito, lascia troppo spazio a ospiti e collegamenti appesantendo il ritmo del programma.
Formigli sembra non riuscire a prendere in mano le redini televisive e di contenuto di Piazzapulita. Sembra che il giornalista debba ancora trovare una propria strada, un proprio stile di conduzione peculiare. Formigli dovrebbe smettere di provare a rincorrere (senza riuscirci) il suo inarrivabile “maestro” Santoro. Dovrebbe, invece, cercare di proporsi con qualche elemento nuovo. Solo liberandosi del “peso” del suo “padre giornalistico” potrebbe forse spiccare il volo.
Formigli è più umile, libero da riti ideologici e piacevole di Santoro, la sua trasmissione ha più formula da talk-show ma cerca di approfondire spesso e punzecchiare spesso più di quella di Santoro. Trasmissione quindi da promuovere, tra le migliori della tv, due spanne sopra al drammatico Ballarò, giusto per fare un confronto!